Data la naturale posizione geografica e la vicinanza con Roma, Civitavecchia fu sempre centro di attività commerciale; quindi, seguendo il corso cronologico della storia, si spiega la ragione per cui venne distrutta più volte. Gli abitanti spogliati di ogni avere non si scoraggiarono, affezionati al Porto di Traiano, avvinti alle rovine ove ogni pietra racchiudeva in se un dolce ricordo domestico od una vicenda drammatica del loro passato,ebbero tanta  forza di animo e ricostruirono ex novo la loro veccchia città... La festa del Quartiere Nona
 
 
 
 
...Questa città tirrenica, meta di prede e di contese, venne distrutta sette volte in varie epoche e per  
ben sette volte fu ricostruita!  
I munifici Pontefici Giulio II e Paolo III furono quelli che maggiormente contribuirono alla rinascita di Civitavecchia: e gli abitanti cominciarono a godere realmente di tranquillità, dopo l’ottocento. 
La città venne ampliata, abbellita, munita di arsenale, fortificata e il porto naturale fu ricostruito sulle rovine di quello di Traiano. Alla pacifica gente di Leandro si aggiunsero tutte le famiglie immigrate dei trafficanti limitrofi, quelle degli impiegati e alcuni ordini religiosi, che si andavano formando, e che vi stabilirono poi i loro conventi. 
  
    Tutto questo insieme di persone, di dialetti, di cose si fusero, per cui riesce difficile stabilire il vero carattere ambientale della popolazione. Sull’ala inesorabile del tempo che passa, una grande traccia è rimasta della vecchia popolazione; ancora oggi è buona: ha l’animo generoso: è dotata di un largo senso altruistico ed e largamente ospitale... 
Nella lenta evoluzione delle cose, solo le tradizioni sopravvivono specialmente quelle che formano oggetto di venerazione e di culto da parte della popolazione... 
 
Filippo Di Gennaro 
 da: "Civitavecchia, vedetta imperiale sul mare latino" edito da "Latina Gens"  1932
 
 
Feste e tradizioni di Civitavecchia: