Si chiama Rocca la Fortezza o la Torre che si considera come la sede Signorile del paese: pressappoco com'era la Torre ferrata del Louvre a Parigi prima d'essere abbattuta.   

La Rocca o il Palazzo di Civita Vecchia occupa il lato della Piazza d'armi che guarda l'Est-Nord-Est; vi si sale attraverso una cordonata di sette o otto gradini, che fanno circa dieci palmi di altezza.   
Una parte degli Edifici che danno sulla piazza, con l'ala che guarda la Corte e il Porto, è occupata dal Prelato Governatore, dal suo Luogotente, dal suo Cancelliere e dalle stanze dove si amministra la Giustizia e dove sta la Cancelleria e i suoi appartamenti... 

La Rocca
 
 
 
 
 
 
...Il resto è occupato dall'Assentista delle Galere, così come il padiglione, la terrazza, i locali sotterranei e tutte le altre comodità che vi si sono ricavate, che si affacciano sulla Darsena, sul Porto, sul mare e su tutti i dintorni.  
E' lì che alloggia il Papa quando viene a Civita Vecchia e dove l'Assentista riceve i Cardinali, i Prelati Commissari della Marina e delle armi ed altri Signori della massima distinzione.  
 
 
    La Torre che è propriamente chiamata la Rocca è quadrata e molto alta: essa sembra almeno altrettanto delle Torri di Notre Dame di Parigi, perché è molto più sottile; non serve che da ornamento, perchè non è di alcuna difesa, nè di alcun uso, salvo che si adopera per sorvegliare il mare in certe occasioni e quando c'è qualche Ciarlatano che vuol fare un volo considerevole per divenire il Pubblico. 
Io l'ho visto fare una volta e ammetto che rimasi sorpreso. ma non al punto di svenire dalla paura, come accadde ad un Soldato della Guarnigione.   
Ecco come fece quel galantuomo: fece attaccare un capo d'un cavo da Galera in cima alla garitta che sta sulla terrazza della Torre e l'altra ad un rampino da Galera conficcato in terra, davanti alla porta dell' Ospedale dei Fratelli della Caiti, che si trova all'estremità della piazza opposta al Palazzo della Rocca. Questa fune era tesa al massimo possibile.   
La si era passata dentro a un cilindro di buon legno scavato lungo circa due piedi e mezzo, di cui una parte della circonferenza esterna era piatta e fornita da ambo le parti di solide corregge di cuoio. Quello che doveva fare il volo dall' alto della Torre fino a giù si coricò sul ventre sopra il tubo, cui fu fissato fortemente con le cinghie di cui ho parlato. Dopo di che, essendosi messo in equilibrio stendendo le braccia e le gambe come se avesse voluto volare, quelli che lo tenevano lo lasciarono ed egli scivolò lungo la corda con una rapidità estrema fino a circa una tesa da terra, dove fu fermato da un mucchio di materassi che vi erano stati accatastati per accoglierlo più dolcemente e di impedirgli di rompersi il collo. Lo si distaccò ed egli non parve molto turbato. Lo si fece bere, dopo di che salì sul suo palchetto per vendere i suoi intrugli.  
Tratto da: 
Voyages du P. Labat de l'Ordre des FF. Precheurs en Espagne et en Italie 
(traduzione italiana di Francesco Correnti e Giovanni Insolera) 
 
 
Le altre immagini della Rocca: