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Concessionario dell'opera: Consorzio COSVIAL Progettisti: Il Progetto è stato esposto e dibattuto
alla 1^ BIENAL INTERNACIONAL DE URBANISMO - |
| Il 14
Agosto 1998 il Pirgo è stato restituito alla città e oggi lo si può ammirare in tutta
la sua bellezza. Queste pagine sono state create quando si era ancora molto lontani da questa importante data e ci si doveva accontentare di un "Pirgo Virtuale". |
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Il segmento di
lungomare da Largo Caprera a Borgo Odescalchi (via Duca dAosta e via Thaon de Revel) è da lunga data connotato dallo stabilimento balneare Pirgo. Per tutta la lunghezza, un muraglione di sostegno al lungomare margina una esigua fascia di battigia costituita da ciottoli e banchine in calcestruzzo, circa 4 metri al dl sotto del piano stradale. Gli accessi al litorale sono attualmente scarsi e precari in corrispondenza di stabilimenti balneari in concessione. Felicissima per contro e la fruibilità panoramica
del lungomare che scopre un amplissimo settore di orizzonte, le infrastrutture portuali ed
il Forte Michelangelo. |
La passeggiata a
mare che affolla il Viale Garibaldi, soprattutto nelle stagione estiva, non supera,
nelle abitudini tradizionali, Largo Caprera; il lungomare Duca dAosta e Thaon de
Revel, pur caratterizzati da un più diretto rapporto con il mare e meno disturbati dal
traffico, sono La lunga quinta di edifici sul lato a monte del lungomare non ospita alcun esercizio pubblico; mancano quindi del tutto non solo strutture capaci di fornire un servizio (di qualsiasi tipo) ma, con queste, anche quelle singolarità che nelluso e nella percezione della realtà urbana costituiscono i riferimenti ed i poli che la scandiscono e la ordinano. Quanto, in tal senso, era in passato
realizzato dallo stabilimento balneare Pirgo, è oggi quasi completamente perduto; oltre
al disimpegno per le modeste attività balneari e per il piccolo attracco della Lega
Navale, il lungomare Duca dAosta Thaon de Revel non può annoverare
attualmente altre attribuzioni di rilievo. Una rassegna delle cause di tale sottoutilizzazione (che può assimilarsi ad un declassamento urbano) comprende senzaltro la scarsa fruibilità balneare della costa, la strettoia del primo tratto di via Duca dAosta, linterferenza del polo isolato dalla piscina (percettibile più come ostacolo che come cerniera fra due realtà), la quinta di sbarramento costituita dagli edifici al termine di Viale Garibaldi, lostacolo dei binari e delle recinzioni ferroviarie, lostacolo visuale del castello dei messaggi pubblicitari che emerge dalla piscina, ecc. Le considerazioni sin qui svolte in merito alla attuale condizione di sottoutilizzo del tratto di lungomare in questione hanno portato allindividuazione di un intervento che da un lato e mirato al, conseguimento dellobiettivo prima rio di riqualificazione e rilancio del lungomare stesso, dallaltro tiene in debito conto i vincoli entro i quali ci si trova ad operare. In tale ottica la linee guida del progetto
proposto vengono cosi dl seguito articolate:
Non si tratta, quindi, di ripristinare un pezzo del contesto cittadino con un intervento casuale e generico; ma puntare, più nella semplicità dellintervento, alla riqualificazione urbana creando pretesti che automaticamente generano linteresse del fruitore, Ovviamente, tutto ciò, senza perdere di vista le preesistenze e le condizioni al contorno. Infatti, lintervento prevede la
ricostituzione di una passeggiata lungomare, integrata da una parte con il
contesto edilizio esistente e dallaltra con il sottostante arenile attraverso la
realizzazione di particolare discese a mare, Il tutto salvaguardando le antiche mura
francesi, delle quali se ne prevede il restauro.
La pavimentazione in massetto di calcestruzzo autobloccante a disegni geometrici, le panchine, le alberature (palme ed oleandri), le strutture spaziali-trasparenti in acciaio scatolare con richiami di linee classiche che contraddistinguono le rampe di discesa a mare ed il ricercato impianto di illuminazione sono gli elementi che conferiscono allintervento la qualità necessaria per il soddisfacimento dei presupposti. Aree di parcheggio e slarghi pavimentati
completano lintervento;
Il Pirgo è ora un occhio in mezzo al mare, dal quale si gode da una porte la vista infinita dellorizzonte marino e dallaltra il nuovo lungomare e la città. Per le opere di finitura del pontile,
lacciaio zincato delle strutture portanti verniciato con resine epossidiche e
arricchita dalla pavimentazione in cotto naturale e dal sistema di illuminazione diffusa
dal basso, posizionata ai piedi dei pilastri che sostengono la struttura spaziale. Le opere a mare Lopera di protezione del nuovo Pirgo è
costituita da unopera a scogliera le cui caratteristiche progettuali sono state
definite in riferimento al clima del moto ondoso del paraggio al largo e sotto la costa,
analizzato nellallegato B.04 Studio idraulico marittimo; lo studio ha consentito
di
Lopera di distesa ingloberà la esistente scogliera, parte della quale dovrà essere opportunamente salpata, per essere riutilizzata nel corpo della sezione di progetto La pendenza della mantellata esterna lato mare e le dimensioni delle berme emerse e sommerse, sono state definite tenendo conto della necessità di garantire adeguata protezione manufatto che insisterà sul Pirgo e di evitare fenomeni overtopping, ossia di sormonto dello stesso da parte delle ondazioni incidenti. |