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Concessionario dell'opera: Consorzio COSVIAL

Progettisti:
- Opere architettoniche: Arch. Giovanni Modica con studio in Roma - V.le del Caravaggio n. 115 archmodica@tiscalinet.it
- Opere marittime: Ing. Massimo Vitellozzi con studio in Roma - V.le Parioli n. 52

Il Progetto è stato esposto e dibattuto alla 1^ BIENAL INTERNACIONAL DE URBANISMO -
TEMA: URBANISMO EN DEMOCRACIA
Organizzata dalla "Taller Internacional de Urbanistica Latino Americana" in data 8 novembre 1996 - Buenos Aires - Argentina.


Il 14 Agosto 1998 il Pirgo è stato restituito alla città e oggi lo si può ammirare in tutta la sua bellezza.
Queste pagine sono state create quando si era ancora molto lontani da questa importante data e ci si doveva accontentare di  un "Pirgo Virtuale".

  


Il segmento di lungomare da Largo Caprera a Borgo Odescalchi Il Pirgo - panoramica dall'alto
(via Duca d’Aosta e via Thaon de Revel) è da lunga data connotato dallo stabilimento balneare Pirgo.

Per tutta la lunghezza, un muraglione di sostegno al lungomare margina una esigua fascia di battigia costituita da ciottoli e banchine in calcestruzzo, circa 4 metri al dl sotto del piano stradale.

Gli accessi al litorale sono attualmente scarsi e precari in corrispondenza di stabilimenti balneari in concessione.

Felicissima per contro e la fruibilità panoramica del lungomare che scopre un amplissimo settore di orizzonte, le infrastrutture portuali ed il Forte Michelangelo. 
  
Ovvio e naturalmente il riscontro delle diversità con il contiguo lungomare Viale Garibaldi; diversità dimensionali, diversità di posizione e di contesto, ben altre le potenzialità d’uso ed il rapporto con la città. 

 

   

La ”passeggiata a mare” che affolla il Viale Garibaldi, soprattutto nelle stagione estiva, non supera, nelle abitudini tradizionali, Largo Caprera; il lungomare Duca d’Aosta e Thaon de Revel, pur caratterizzati da un più diretto rapporto con il mare e meno disturbati dal traffico, sono   
proporzionalmente del tutto riservati. 

 

     La lunga quinta di edifici sul lato a monte del lungomare non ospita alcun esercizio pubblico; mancano quindi del tutto non solo strutture capaci di fornire un servizio (di qualsiasi tipo) ma, con queste, anche quelle singolarità che nell’uso e nella percezione della realtà urbana costituiscono i ”riferimenti” ed i ”poli” che la scandiscono e la ordinano. 

    Quanto, in tal senso, era in passato realizzato dallo stabilimento balneare Pirgo, è oggi quasi completamente perduto; oltre al disimpegno per le modeste attività balneari e per il piccolo attracco della ”Lega Navale”, il lungomare Duca d’Aosta – Thaon de Revel non può annoverare attualmente altre attribuzioni di rilievo. 
     

Una rassegna delle cause di tale sottoutilizzazione (che può assimilarsi ad un ”declassamento urbano”) comprende senz’altro la scarsa fruibilità balneare della costa, la strettoia del primo tratto di via Duca d’Aosta, l’interferenza del polo isolato dalla piscina (percettibile più come ostacolo che come cerniera fra due realtà), la quinta di sbarramento costituita dagli edifici al termine di Viale Garibaldi, l’ostacolo dei binari e delle recinzioni ferroviarie, l’ostacolo visuale del castello dei messaggi pubblicitari che emerge dalla piscina, ecc.

  

Le considerazioni sin qui svolte in merito alla attuale condizione di ”sottoutilizzo” del tratto di lungomare in questione hanno portato all’individuazione di un intervento che da un lato e mirato al, conseguimento dell’obiettivo prima rio di riqualificazione e rilancio del lungomare stesso, dall’altro tiene in debito conto i vincoli entro i quali ci si trova ad operare.

In tale ottica la linee guida del progetto proposto vengono cosi dl seguito articolate:    
   
   

  •  intervento ”leggero” sulle infrastrutture dell’attuale lungomare Duca d’Aosta - Thaon de Revel, finalizzato alla realizzazione di un percorso pedonale attrezzato ricco di potenzialità e quindi capace di ricostituire le necessarie attrattive perché diventi luogo di svago, d’incontri, di passeggio, di lavoro, ecc.

Non si tratta, quindi, di ripristinare un ”pezzo” del contesto cittadino con un intervento casuale e generico; ma puntare, più nella semplicità dell’intervento, alla riqualificazione urbana creando pretesti che automaticamente generano l’interesse del fruitore, Ovviamente, tutto ciò, senza perdere di vista le preesistenze e le condizioni al contorno. 

 

Infatti, l’intervento prevede la ricostituzione di una ”passeggiata” lungomare, integrata da una parte con il contesto edilizio esistente e dall’altra con il sottostante arenile attraverso la realizzazione di particolare discese a mare, Il tutto salvaguardando le antiche mura francesi, delle quali se ne prevede il restauro. 
   

  • Il nuovo lungomare, in dettaglio, sarà una fascia pedonale di rispetto della larghezza media di ml 9,00 (isola pedonale nel segmento iniziale da Largo Caprera). Esso ospita, per tutta la sua lunghezza, una pista ciclabile di ml. 1,20 di larghezza che si differenzia dal percorso pedonale attraverso una diversa colorazione della pavimentazione.

La pavimentazione in massetto di calcestruzzo autobloccante a disegni geometrici, le panchine, le alberature (palme ed oleandri), le strutture spaziali-trasparenti in acciaio scatolare con richiami di linee classiche che contraddistinguono le rampe di discesa a mare ed il ricercato impianto di illuminazione sono gli elementi che conferiscono all’intervento la qualità necessaria per il soddisfacimento dei presupposti.  

Aree di parcheggio e slarghi pavimentati completano l’intervento; 
   

  •  realizzazione, sui resti della vecchia e fatiscente struttura del Pirgo, dl un ”belvedere” a mare collegato sl lungomare da un pontile sospeso sull’acqua, avvolto da una struttura spaziale-trasparente in acciaio scatolare, simile a quella che caratterizza le rampe di discesa a mare.

 Il Pirgo diventa un isolotto a mare, delimitato de muraglioni in pietra a faccia vista a richiamo delle antiche mura del lungomare. Esso ospita un piccolo anfiteatro e piattaforme degradanti verso il mare; questi elementi che arricchiscano l’intervento e lo rendono ”polo di attrazione” per svariate iniziative di supporto (rappresentazioni teatrali, musicali, ecc.,) 
   

     Il Pirgo è ora un occhio in mezzo al mare, dal quale si gode da una porte la vista infinita dell’orizzonte marino e dall’altra il nuovo lungomare e la città.  

 Per le opere di finitura del pontile, l’acciaio zincato delle strutture portanti verniciato con resine epossidiche e arricchita dalla pavimentazione in cotto naturale e dal sistema di illuminazione diffusa dal basso, posizionata ai piedi dei pilastri che sostengono la struttura spaziale. 
Per le opere di finitura del Pirgo sono stati adottati gli stessi materiali del lungomare, ponendo in risalto la pavimentazione con la creazione di disegni geometrici, ricavati o variando la forma delle mattonelle o semplicemente, per le mattonelle rettangolari, ruotandone di 90’ l’asse della tessitura.   
    
L’intervento nel suo insieme consente di rispettare i vincoli imposti dalla Sovrintendenza sulle preesistenze storico-monumentali e di agevolare l’accessibilità e la fruibilità del tratto di lungomare esistente, evitando aggetti a mare ed opere di elevato impatto. 
    
In particolare, come detto, prevede il recupero del Pirgo, con una nuova destinazione d’uso che ne fa l’elemento di principale attrattiva nonchè nodo fondamentale per il rilancio e la riqualificazione del tratto costiero urbano. 
   

Le opere a mare  

L’opera di protezione del nuovo Pirgo è costituita da un’opera a scogliera le cui caratteristiche progettuali sono state definite in riferimento al clima del moto ondoso del paraggio al largo e sotto la costa, analizzato nell’allegato B.04 Studio idraulico marittimo; lo studio ha consentito di definire il clima ondoso del paraggio di Civitavecchia, le caratteristiche meteomarine estreme con il trasporto di tutte le caratteristiche idrodinamiche verso l’area d’intervento, e l’onda di progetto incidente sull’opera; quest’ultima e stata utilizzata nei calcoli di stabilità e dimensionamento riportati nella relazione di calcolo (All. 8.03). Gli studi, le analisi ed i calcoli effettuati hanno individuato una sezione tipo lato mare (soggetta alle maggiori sollecitazioni), cosi caratterizzata: 

  • mantellata in scogli di 3’ categoria(3-7 ton.), disposti con pendenza 2/l;
  • berma emersa a q.(+l,00) mt sul l.m.m. dl larghezza variabile da 3,00 a 6,50 mt;
  • berma sommersa a g.(-0,50) mt, da l,m.m, di larghezza 8,00 mt,

    
Gli scogli di 3’ categoria sono fondati su uno scanno di pietrame scapolo (5-50 kg), ed è prevista la realizzazione di una sottomantellata in scogli di prima categoria (50-l000 kg}. 

     L’opera di distesa ingloberà la esistente scogliera, parte della quale dovrà essere opportunamente salpata, per essere riutilizzata nel corpo della sezione di progetto La pendenza della mantellata esterna lato mare e le dimensioni delle berme emerse e sommerse, sono state definite tenendo conto della necessità di garantire adeguata protezione manufatto che insisterà sul Pirgo e di evitare fenomeni overtopping, ossia di sormonto dello stesso da parte delle ondazioni incidenti.