Il nucleo principale era costituito
dall’isolotto su cui erano sorti i bagni Bruzzesi, mentre vari pontili
(sempre in legno) collegavano le varie zone dello stabilimento. Particolarmente
spettacolare era il pontile della passeggiata esterna che, partendo dall’isolotto,
giungeva, attraverso il mare, fino al vecchio stabilimento "Cancellieri"
(Largo Caprera).
Nella zona prospiciente il ristorante
"Cecco", sorgevano i bagni caldi, che contrariamente a quanto si pensa,
non erano alimentati dalle acque del vicino Albergo
delle Terme, bensì dalle acque del mare, opportunamente riscaldate
per permettere le cure delle malattie articolari. Lo stabilimento era rigorosamente
diviso in due settori: la zona riservata agli uomini e quella delle donne.
Dato il costume dell’epoca, infatti, era inammissibile la promiscuità dei
sessi, ma ciò non escludeva "sconfinamenti" nei due settori, nonostante
l’assidua sorveglianza dei guardiani. Lo stabilimento era dotato di varie
piazzole coperte da un tetto a pagoda e di piattaforme per celebrare i
riti dell’estate: il gelato, il vermouth ed il ballo; dall’interno delle
cabine si poteva, tramite una scaletta, accedere direttamente al mare;
una ben fornita flottiglia di barchette, un piccolo cinema - teatro ed
una pista di pattinaggio completavano la dotazione dei bagni.
Il 2 Maggio 1902 un violento temporale
(alcuni parlano di un vero e proprio maremoto) causò danni ingentissimi
al litorale. Fu distrutto il nuovo molo esterno del porto, danneggiata
la torre del faro, molte navi furono strappate dagli ormeggi ed alcune
affondarono; anche il Pirgo subì danni notevoli. Fu letteralmente
spazzata via la passeggiata esterna, distrutto pontili e pagode, danneggiati
i bagni caldi. Sembrava che ormai non ci fosse più nulla da fare, ed invece
il Pirgo risorse "più bello e più maestoso che pria", come direbbe Ettore
Petrolini. I pontili e le pagode furono ricostruiti o, quando possibile,
restaurati, ricostruito pure lo chalet sulla spiaggia che, rispetto a quello
precedente, non aveva più la volta a botte ma, in sintonia con l’edificio
costruito sull’isolotto, aveva il tetto a spiovente.
Non fu più ricostruita,
purtroppo, la passeggiata esterna, forse per motivi molto pratici: l’elevato
costo del ripristino, la manutenzione e, non a torto, visto quanto era
accaduto, la continua esposizione alla furia del mare.
Ritornato al suo antico splendore, il
glorioso Pirgo visse una lunga ed esaltante stagione fino al 1941, quando
un altro violento temporale lo mise definitivamente in ginocchio.
Nel dopoguerra, seppur mutilato
ed orribilmente deturpato da un inverecondo manufatto, il Pirgo continuo
ad essere la spiaggia preferita dai civitavecchiesi fino a quando, dopo
un lungo declino, scaduta la concessione comunale, lo stabilimento venne
malinconicamente chiuso ai bagnanti.
Dalla tessera personale in mio possesso,
rilevo che il Marchese Giacinto Guglielmi e famiglia, nella stagione estiva
1900, pagava 20 Lire al mese per l’ingresso giornaliero e serale
allo Stabilimento. La Direzione si riservava durante la stagione due serate
fuori abbonamento, mentre l’apertura serale del Pirgo iniziava dal I Luglio.
Ecco le tariffe in vigore per
la stagione estiva 1926:
Bagno in cabina: L. 1,20 (30%
di sconto in abbonamento)
Cabina riservata: L. 5 al giorno
per non meno di 15 giorni
Bagno di sole in apposita cabina:
L. 3
Bagno caldo di mare: L. 3,50
Biancheria a nolo: L. 1
Barche a ore: L. 5
Sandolini a ore: L. 2.
Eugenio
Alunni
da
"Immagini di Civitavecchia" edito dall' Associazione Archeologica Centumcellae
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