
| La figura del nostro Guglielmotti, non è di quelle che il tempo può menomare; anzi, col passare degli anni, ci appare sempre più grande, vero colosso di scienza,specie nel campo marinaro. Francesco Guglielmotti, in religione padre Alberto, nacque in Civitavecchia il 3 febbraio 1812, e fin da fanciullo, subì l'arcano fascino del mare. Le memorie della sua famiglia e le gloriose vicende della flotta pontificia, apprese dalle appassionanti narrazioni degli ultimi superstiti, fecero poi nascere in lui, l’amore per la storia della marina... |
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...A soli quindici anni si
fece domenicano, non per trascorrere la vita in pratiche ascetiche, ma
per dedicarsi più intensamente allo studio, di cui penetrò
ogni campo: dalla filosofia, alle belle lettere; dalla matematica alle
lingue straniere. Profondo nelle dottrine teologiche, era un ammiratore
fervente di S. Tommaso; e, soleva egli dire, che dopo la Bibbia, nessun
libro, poteva eguagliare la Summa, del grande confratello. S’interessò
moltissimo anche delle scienze fisiche ed astronomiche, costruendo perfino
apparecchi; e dirigendo l’impianto dei parafulmini sulla torre delle Milizie
in Roma, fece delle interessanti osservazioni sulle correnti elettriche,
dando anche in questo campo, il suo contributo al progresso della scienza,
il Guglielmotti viaggiò molto, generalmente per mare. Ebbe così
il mezzo di visitare le località teatro di tante battaglie, specie
contro i Turchi; e che egli doveva poi magistralmente descrivere, nelle
sue opere imperature. Da Atene di cui visitò l'Acropoli, a Costantinopoli,
ove si trattenne un mese intero; e poi a Gerusalemme; e infine in Egitto,
sulle sponde del Nilo, che videro perire tra le fiamme, tratte colà
da Napoleone I, quelle navi romane, così celebri nella lotta contro
i pirati.
La descrizione poi, della memorabile battaglia navale, che salvò
l'Europa dal dominio turco, è fatta con tale precisione di particolari,
e con uno stile così affascinante, da farci rivivere in quella memorabile
giornata, e seguire, con l'animo sospeso, tutte le vicende dell’epica lotta.
A quel libro, seguì la Storia della marina pontificia nel medio
evo; con la narrazione delle rudi battaglie sostenute dai nostri, per scuotere,
dapprima il duro giogo dei Bizantini, e per arginare poi, la fatale invasione
dei Saraceni, così funesta per tante città costiere, e specie
per Centocelle (odierna Civitavecchia) che fu da essi totalmente distrutta.
Per ordine di epoca, scrisse poi La guerra dei Pirati. E' la storia di
oltre mezzo secolo di lotte navali, chiusasi con la completa disfatta della
flotta cristiana, alle « Gerbe », nella triste giornata
dell’11 maggio 1560. Perduto il naviglio, non rimaneva, per difendersi
dall’implacabile nemico, che fortificarsi validamente in terra; ed ecco,
l'altra bellissima opera del Guglielmotti: Storia delle fortificazioni
della spiaggia romana. E qui l'autore si rivela perfetto conoscitore di
tutta la nostra architettura militare, illustrando in maniera inarrivabile,
sia dal lato tecnico che da quello artistico, tante meravigliose opere
dei nostri sommi architetti. Dopo la vittoria di Lepanto, si ricostituì
la flotta papale, destinandola in permanenza alla difesa della costa; e
a liberare, il più possibile, i mari, a vantaggio di tutta la cristianità,
da tanti pericolosi ladroni. La Squadra permanente, e il soggetto, quindi,
di un altro splendido volume, al quale seguirono: La Squadra ausiliaria
e Ultimi fatti della squadra romana, che vengono a chiudere in modo degno,
la bella serie, iniziata, come si e detto, col Marcantonio Colonna, alla
battaglia di Lepanto. L'interessante storia della marina pontificia, dette
agio al Guglielmotti, di fare sfoggio della sua vastissima erudizione;
quante preziose notizie vi sono, infatti, raccolte, sulla costruzione dei
porti e delle navi, a cominciare dal secolo VIII fino al XIX ! Ma l’opera principale, alla quale
il grande scrittore ha legato in modo imperituro il proprio nome, e il
Vocabolario marino e militare, il più bel dono che egli potesse fare alla
patria sua. L’Accademia della Crusca, lo riconobbe, invero, lavoro pregevole
sotto tutti i rapporti, e tale da far meritare al compilatore, la gratitudine
nazionale;
Tratto
da "Civitavecchia vedetta imperiale sul mare latino " edizioni di
"Latina Gens" 1932
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