..."Alle
15,15 di quel 14 maggio 1943, giorno e ora del primo bombardamento su Civitavecchia
– dice Aldo Scussel – mi trovavo in compagnia della signorina Fornasero,
come me impiegata all’ECA (Ente Comunale Assistenza), in un palazzo nei
pressi di piazza del Mercato. Ero appena rientrato dall’Africa Settentrionale.
Con l'esplosione delle prime bombe, ricordo di aver visto una carrozza senza cocchiere passarci davanti
e il cavallo, imbizzarrito, finire entro una latrina. Uscii in gran fretta
dal palazzo, portando con me la Fornasero. Di corsa, senza fiato, arrivai
su viale Baccelli per sincerarmi delle condizioni di mia moglie, incinta
del primogenito Giovanni Battista. Ad incursione conclusa mi recai dal
colonnello Barbato che subito mise a disposizione gli autocarri per il
trasporto dei cadaveri, molti dei quali carbonizzati, al cimitero.
"Cominciammo ad organizzare i
soccorsi e al tempo stesso coordinammo le misure per il sostentamento dei
piu bisognosi. I silos al porto erano stati centrati dalle bombe e la carne
congelata che contenevano fu portata alla cucina del popolo. "Il centro
cittàdino era devastato e la bella città di Civitavecchia
era trasformata in un sinistro cimitero. Una scena drammatica si presentava
ai miei occhi: ovunque pianto, dolore e morte. Le navi affondate, le banchine
del porto distrutte come pure erano distrutti i vari magazzini, la terrazza
Marconi, la Cattedrale di San Francesco con l'annesso Episcopio, l'orfanatrofio
femminile delle Suore del Preziosissimo Sangue, la sede del Credito Italiano,
il palazzo Guglielmi, la Cassa di Risparmio, la Banca d’Italia, il teatro
Guglielmi ed il cinema Italia. Colpite anche la tipografia Vergati, il
convento dei Padri Conventuali, il palazzo Morana, l’Hotel delle Terme
e moltissimi altri edifici ancora. Molti uffici comunali vennero trasferiti
a Santa Marinella. "Al porto non c’era piu traccia di quel raggruppamento
di soldati pronti ad imbarcarsi per la Sardegna. C’era anche qualche addetto
alla difesa antiaerea al molo 7 e complementi della Divisione Sassari.
I feriti erano sparsi ovunque: ce n’erano all’Hotel delle Terme e molti
altri all’albergo Piemonte, situato alle spalle dell’attuale supermercato
Standa, dov’era stato allestito un ospedale.
I tedeschi avevano il comando al forte
Michelangelo, ma la maggior parte di essi arrivo dopo il bombardamento. La
quasi totalita dei 40 mila abitanti fuggi in periferia per sistemarsi,
in modo quasi zingaresco, presso i Cappuccini, alla Cisterna, al Campo
dell’Oro ed ancora al Casaletto Rosso, al Bottino o al Marangone. I sardi
rimasti bloccati in città dopo il 14 maggio si recarono invece presso
il casale dell’Argento, alle Terme di Traiano, e si muovevano solo per
rubare vacche e pecore. Le campagne, le città e i paesi circostanti
si riempirono dei nostri sfollati. Io rimasi a Civitavecchia e venni assunto
dal Comune come impiegato straordinario. "La sorveglianza tedesca era allertata
in quei giorni e ricordo che con il mio intervento salvai dalla fucilazione
sei civitavecchiesi sorpresi a rubare viveri. Mio cognato, Gaetano Di Mario,
nato in America, fu catturato perché scambiato per una spia dai
tedeschi: per liberarlo ci vollero dieci quintali di farina presi presso
il mulino di Pietro Sacconi". Aldo Scussel conserva memorie e documenti
dell’epoca. Tra i suoi fogli gelosamente custoditi, ci sono le nomine ricevute
alla G.I.L. di Civitavecchia, datate rispettivamente marzo 1940 e gennaio
1943, a Sotto capo manipolo, addetto all’inquadramento della Gioventù
Italiana del Littorio e successivamente a Capo manipolo. Scussel racconta
inoltre che nel ’43, subito dopo il primo bombardamento, fu il capitano
Rando, dei bersaglieri, a prendere il comando del Comune, sebbene gli ordini
fossero di recarsi alla casa del Fascio. Il podestà era Ernesto
Del Greco . Scussel, che dal 1936 era anche segretario per le opere di
assistenza (Opere pie), afferma di essere stato l'ultimo presidente dell’Opera
Balilla, con nomina ricevuta dal Commissario straordinario del Comitato
provinciale dell’Urbe, Nino Ventra. Nel suo cassetto dei ricordi c'è
anche in evidenza un riconoscimento di meriti datato 8 giugno 1944 firmato
da esponenti politici di allora. Ma con i documenti sono anche pagine di
appunti, di ricordi, che Scussel ha annotato anno dopo anno. Ecco di seguito
alcune sue pagine sul bombardamento.
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