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Il Vino Il vino di Furia (Forio d'Ischia) ha monopolizzato il mercato locale per tutto il secolo XIX e i primi decenni del XX, fino alla seconda guerra mondiale. Trasportato nelle botti su piccole imbarcazioni, il vino era immagazzinato e poi smerciato dalle tante osterie gestite da furiani, termine che a Civitavecchia sostituiva quello lessicale di "osti". Nel secolo scorso è stata rilevante anche l'importazione del vino dell'isola d'Elba. Oggi gli unici vini locali reperibili nel normale circuito commerciale sono i bianchi e i rossi D.O.C. di Cerveteri, la cui zona di produzione comprende anche una vasta area del territorio comunale civitavecchiese e si estende fino a Tarquinia. Si tratta di ottimi prodotti che si abbinano molto bene alle diverse pietanze di mare e di terra della nostra cucina.
Sambuca Non c'è che l'imbarazzo della scelta: Sambuca Manzi (leggermente più secca) o Sambuca Molinari (leggermente piu amabile). Il classico liquore civitavecchiese, ricavato dalla lavorazione del fior d'anice, si puo gustare con ghiaccio, nel caffè, oppure liscio con o senza "mosca" (chicco di caffè tostato). 
 Creata da Luigi Manzi nel 1851, e lanciata a livello internazionale da Angelo Molinari a partire dal 1945, la Sambuca è apprezzata non solo per il gradevole sapore e per il raffinato bouquet ma anche per le sue qualità digestive e carminative. 
 Inutile tentare di produrla in casa perchè gli ingredienti e il loro dosaggio sono tenuti nel massimo riserbo, e costituiscono quell'impenetrabile "segreto" che riesce a trasformare una comune anisetta nella famosa Sambuca di Civitavecchia. 
 
Liquore Patria Liquore dolce civitavecchiese che ha fatto epoca negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, e che purtroppo ormai non viene più prodotto. 
 Creato dal compianto "sor" Achille Betti, chimico e farmacista storico della Civitavecchia dei primi decenni del Secolo, il "Liquore Patria"   grazie al colore degli ingredienti utilizzati ed al loro diverso peso specifico   tendeva a depositarsi in modo tale da formare tre strati sovrapposti che richiamavano rispettivamente il bianco, il rosso e il verde della bandiera italiana. Anche l'etichetta aveva il bordino tricolore. Quando la bottiglia veniva agitata il contenuto si mescolava ed acquistava un colore cangiante che richiamava il giallo-verde della chartreuse. 
 Una leggenda metropolitana vuole che i componenti del liquore fossero la menta, l'orzata e il tamarindo; ma la dott.ssa Gabriella, figlia di Achille Betti, mi ha chiarito che si trattava invece di prodotti esotici, provenienti peraltro da fornitori jugoslavi scomparsi dal mercato nel turbine della seconda guerra mondiale. 
 Il "Liquore Patria" ebbe anche momenti di rinomanza internazionale allorchè, presentato alla Fiera di Tripoli del 1936, fu premiato con la Medaglia d'oro. Risulta che alcune famiglie civitavecchiesi conservino ancora, come prezioso cimelio, la bottiglia mignon che veniva data in omaggio in occasione delle feste natalizie.
Liquore di merangole (arance amare) Ingredienti: mezzo litro di alcol, 450 grammi di zucchero, mezzo litro di acqua. Si taglia la buccia di 6 merangole (solo la parte esterna, senza il bianco) e si mette a bagno nell'alcol, in un barattolo ben chiuso, per otto giorni; quindi si fa lo sciroppo mettendo a bollire l'acqua con lo zucchero. Quando lo sciroppo è ben freddo, si unisce all'alcol in bottiglia. Il liquore può risultare poco limpido ma si rischiara lasciandolo decantare. 
Liquore di cedrina Stesse dosi e stessa procedura del liquore di merangole, con la sola differenza che si mettono in infusione 50 foglie di cedrina.
Porrazza Liquore medicinale popolare, un tempo assai usato come digestivo, ottenuto dalle piante di asfodelo molto diffuse in tutto il litorale maremmano; La Porrazza e ormai praticamente scomparsa, ma il suo nome e il suo uso nella nostra città è tramandato, oltre che da diversi modi di dire dialettali, anche da una strofetta che si cantava agli inizi del secolo:  
     Se bevi la Sambuca 
     ti sbuca ti sbuca, 
     se bevi la Porrazza 
     t 'ammazza t 'ammazza. 
  
 Per gentile concessione delle "Edizioni Cartica"