| Pesce
fritto |
Un
tempo, quando in ogni famiglia c'era almeno un pescatore, la frittura si
preparava con il pesce di piccola taglia che di volta in volta veniva catturato
(normalmente con la canna si prendevano vope, lappere, micci de re, bavose,
saraghetti, ecc.). Oggi occorre rivolgersi ad un rivenditore di fiducia
e tener presente che una buona frittura prevede l'utilizzazione di merluzzi,
triglie, sogliole, melù, soacie, calamari, seppiette, totani e piccoli
polpi. Il pesce si pulisce, si asciuga bene, si infarina e si frigge in
abbondante olio bollente. |
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| Alici
fritte dorate |
Alici
fresche, private della testa, spinate e aperte (lasciando pero uniti i
quattro filetti), dorate e fritte. |
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| Argentine
fritte |
Argentine
infarinate e fritte intere in padella nell'olio bollente. |
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| Filetti
di baccalà |
Bagnare
il baccalà, spinarlo e tagliarlo a listelli o filetti; immergere
i filetti in una pastella densa di acqua e farina e friggerli in olio bollente. |
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| Rugole
fritte |
Si
è già visto nel paragrafo dedicato agli ittionimi
che rùgola è il nome locale dell'attinia o anemone
di mare; il prodotto non rientra tra quelli che è possibile acquistare
al mercato e pertanto la relativa pesca deve essere fatta direttamente
dai consumatori. Le rùgole vengono catturate
nei tratti di spiaggia ciottolosa con acqua bassa; e siccome hanno proprieta
urticanti, per prelevarle occorre aiutarsi con una forchetta da cucina
opportunamente piegata tenuta per il manico o fissata in fondo ad un'asta.
Lavate ed asciugate delicatamente in un panno, impanate col semolino o
con la polenta e fritte in olio bollente, le rùgole costituiscono
una ghiottoneria che i civitavecchiesi apprezzano moltissimo. Risulta che
questa specialita fa parte del menu dei ristoranti di lusso di Livorno,
della Sardegna (Cagliari) e di alcune zone della Francia; nella Charente-Maritime,
e in particolare a La Rochelle, vengono preparati gli squisiti Beignets
de pastègues (dal nome provenzale degli anemoni di mare), la cui
ricetta varia da quella civitavecchiese solo perche l'attinia viene immersa
nella pastella per frittura anzichè essere cosparsa di semolino
o polenta. |
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| Frittelle
di bianchetti |
Si
prepara una pastella densa unendo poco prezzemolo, aglio tagliato finemente,
sale e pepe; si aggiungono i bianchetti e si mescola il tutto, friggendo
poi a cucchiaiate nell'olio bollente. |
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| Frittata
di asparagi |
Debbono
essere utilizzate le punte più tenere degli asparagi selvatici (Asparago
officinalis); si possono aggiungere anche le punte dei rafani. Insieme
con la zuppa di rafani, questo è sicuramente il piatto non di pesce
piu gradito dalla generalità dei civitavecchiesi. |
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| Fiori
di zucca |
Si
fa una pastella densa con acqua, farina e uova e si lascia riposare. Nel
frattempo si puliscono bene i fiori e si riempiono con un pezzetto di acciuga
e un po' di mozzarella (alcuni preferiscono un formaggio tenero perche
non caccia acqua). Quindi si mette a bollire l'olio nella padella e vi
si friggono i fiori, pochi alla volta, dopo averli immersi nella pastella
preparata. |
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| Fritto
di terra |
Fritto
misto di cervello, animelle, schienali, carciofi, zucchine, patate, finocchi,
melanzane, funghi, ecc. (o soltanto di una parte dei prodotti indicati),
tenendo presente che le verdure vanno tagliate a fette. La cottura deve
essere fatta in olio bollente dopo aver immerso gli ingredienti nella pastella. |
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| Mazzocchietti
col pisto |
Punte
crude del cicorione (le puntarelle romane), condite con l'olio e con un
pesto di aglio, acciughe, peperoncino e aceto. I mazzocchietti però
sono deliziosi anche senza il pesto, conditi come una normale insalata. |
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| Misticanza |
Insalata
mista di verdure crude coltivate e di campo (lattughella, rughetta, caccialepre,
borragine, erba cipollina, crispigno, ravanelli, parte bianca dell'indivia,
ecc.), condita con sale, olio e aceto. |
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| Insalata
di arance |
Arance
sbucciate e affettate, condite con sale e olio; a volte si uniscono finocchi
crudi affettati e/o olive nere. Piatto agrodolce assai gradito dai civitavecchiesi. |
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| Cazzimperio
(pinzimonio) |
Condimento
composto da abbondante olio, sale e pepe in cui vengono intinti, prima
di mangiarli, ortaggi crudi diversi quali sedani, finocchi, ravanelli,
cuori di lattuga e carciofi. |
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