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Spaghetti con le rampatelle Rampatella, come si è visto nel paragrafo dedicato agli ittionimi, è il nome locale della patèlla o scodellina. Sarebbe inutile cercare questo mollusco sui banchi del mercato e il consumatore deve provvedere direttamente alla sua cattura o affidarsi a qualche amico che si diletta nella pesca. La rampatella, perchè la carne risulti saporita e sicuramente commestibile, deve trovarsi sotto il pelo dell'acqua: viene staccata dagli scogli, sulla cui superficie è fortemente attaccata, mediante un coltello tenuto per il manico o fissato in fondo ad un'asta; in quest'ultimo caso occorre I'ausilio di un coppo per non farla disperdere in mare. Oggi è diffusa l'abitudine di immergersi utilizzando la maschera subacquea e l'operazione è assai facilitata. La carne si puo mangiare cruda ma è utilizzata soprattutto per condire gli spaghetti (hum!); sembra che questo prodotto non goda di popolarità fuori Civitavecchia, se si esclude la Grecia dove cucinano una prelibata zuppa di rampatèlle chiamata Petalìda. Per condire gli spaghetti all'uso civitavecchiese occorre preparare un soffritto classico con aglio, olio e peperoncino; unire le rampatelle (precedentemente private del guscio in una padella sul fuoco), aggiungere vino bianco e lasciar evaporare; completare eventualmente con il pomodoro (molti preferiscono questo piatto in bianco) e con il prezzemolo. Gli spaghetti devono essere al dente e ben caldi.
Spaghetti con le alici fresche Occorrente per il sugo: alici fresche, prezzemolo, peperoncino, pomodoro a pezzi, olio d'oliva, aglio e sale; sono da preferire le alici di paranza perchè, essendo state "strascinate" dalla rete, hanno una consistenza morbida ed un più intenso sapore di mare. Al soffritto classico con aglio, olio e peperoncino vanno aggiunte le alici precedentemente spinate; cuocere fino a quando l'acqua non è assorbita; aggiungere eventualmente un po' di vino bianco e lasciare evaporare; unire il pomodoro a pezzi e lasciar terminare la cottura a fuoco vivo. In alcune famiglie gli spaghetti vengono spolverati col pecorino grattugiato.
Spaghetti col polpo (1^ ricetta) Seguire le stesse modalità descritte per la preparazione del sugo con le alici, sostituendo a queste il polpo di scoglio tagliato in piccole trance; prolungare la cottura fino ad ammorbidimento del polpo. Molti cuociono il polpo intero per servirlo poi come secondo piatto. 
Spaghetti col polpo 
(2^ ricetta, col pecorino)
Al soffritto di aglio, olio e peperoncino va unito il polpo di scoglio tagliato a piccoli pezzi, e quando è rosolato si versa un po' di vino; ad evaporazione avvenuta si aggiungono il pomodoro e il prezzemolo. Si copre bene il tegame (molti pongono un foglio di carta straccia tra il bordo del tegame e il coperchio per evitare al massimo la dispersione del sapore e del profumo) e si lascia cuocere per circa un'ora. Nel frattempo si fa bollire la pasta, si scola al dente, si condisce col sugo del polpo e si salta in padella. A fine cottura si spolvera con un poco di pecorino e si serve in tavola. Anche con questa ricetta il polpo può essere lasciato intero per essere servito come secondo piatto.
Spaghetti col nero della seppia Far soffriggere aglio, olio, peperoncino e prezzemolo. Aggiungere le seppiette, precedentemente pulite senza togliere il sacchetto del nero, e lasciare sul fuoco fino a cottura. Alcuni spolverano nel piatto da portata con pecorino grattugiato.
Risotto con la seppia  
(senza il nero)
Seguire la stessa procedura descritta per gli spaghetti col polpo, sostituendo beninteso il polpo con la seppia precedentemente pulita, privata del sacchetto del nero e tagliata in piccoli pezzi. Procedere poi come per gli altri risotti.
Risotto col nero della seppia Seguire la stessa proceduta della ricetta precedente lasciando però il sacchetto del nero. Alcuni spolverano il risotto col pecorino grattugiato. 
Gnocchi Ingredienti: un chilo di patate, 250 grammi di farina, un uovo. Lessare le patate, pelarle, schiacciarle caldissime e lasciarle poi raffreddare; disporle a fontana sulla spianatoia aggiungendo un uovo battuto, la farina e un pizzico di sale; maneggiare fino ad ottenere un impasto morbido. Si tagliano piccoli pezzi di impasto, si rotolano sulla tavola e si formano dei bastoncini di 1 o 2 cm di diametro, che si tagliano a tocchetti. Nel frattempo si porta a ebollizione una pentola d'acqua, si aggiusta di sale e si cuociono gli gnocchi un po' alla volta. Gli gnocchi sono pronti quando salgono in superficie: si scolano molto bene e si dispongono a strati nel piatto da portata. Si condiscono con la salsa e abbondante parmigiano o pecorino secondo i gusti. Preparazione della salsa: si soffrigge la cipolla in poco olio, e si aggiunge la pancetta tagliata a dadini; quando il tutto è rosolato si unisce il pomodoro passato e un po' di basilico e si fa cuocere fino ad ottenere una salsa molto densa. Gli gnocchi sono molto graditi anche con il sugo all'amatriciana.
Spaghetti a sugo finto  
(di pesce) 
Soffriggere aglio, olio e peperoncino; aggiungere pomodoro e prezzemolo e terminare la cottura. Con questa salsa si condiscono gli spaghetti al dente aggiungendo nel piatto un po' di prezzemolo crudo.
Spaghetti a sugo finto 
(di carne)
Spaghetti conditi con un "finto" ragù, cioè cucinato senza carne. Preparazione della salsa: soffriggere cipolla, sedano, carota, olio, prezzemolo o basilico; aggiungere il pomodoro o la conserva diluita con poca acqua calda, aggiustare di sale e lasciar cuocere per mezz'ora.
Spaghetti a cacio e pepe Condire gli spaghetti, cotti al dente e ben caldi, col pecorino grattugiato e il pepe macinato; aggiungere un po' d'acqua di cottura per mantenere sciolta la pasta.
  
 Per gentile concessione delle "Edizioni Cartica"